Sbattuto in Farneticazioni, Telefonia.
Come si può definire l’idea di trasmettere (in diretta, eh…) un concerto per vederlo sullo schermo di un cellulare? Una strage di neuroni, appunto. Perché gli ideatori di questa genialata dovevano davvero essersi fumati un bel vaso di terracotta, quando l’hanno partorita.
Un certo Ministro di Grazia e Giustizia, nonché direttore de “il Campanile”, nonché sindaco di Ceppaloni e chi più ne ha più ne metta, noto a noi comuni mortali con l’appellativo di Clemente Mastella, denuncia Beppe Grillo per le affermazioni che ha fatto ieri a Strasburgo.
Ok, denunciare un quaquaraquà qualunque per simili illazioni è lecito, per carità: non sia mai detto che i magistrati vengano ostacolati da poteri più forti della stessa giustizia! Un’affermazione simile dovrebbe essere equiparabile ad una bestemmia, no?
Eh però… io purtroppo, da bravo siciliano, sono diffidente nel DNA: come mai De Magistris si è visto togliere così in fretta un’indagine che, guarda caso, coinvolgeva certi poteri forti? Sarà stato un caso?
Non sarò certamente io a scoprirlo: c’è una giustizia, in cui credo fermamente, e resto qui ad aspettare che questa benedetta giustizia faccia il suo corso. Se Grillo ha sbagliato, pagherà: poco ma sicuro. Ma se invece non avesse sbagliato, beh… qualcuno avrà una bella gatta da pelare.
Il risarcimento dei danni richiesto - si legge in una nota dell’ufficio stampa dell’Udeur - sarà devoluto alle vittime delle mafie.
E sempre da bravo Siciliano, suscettibile nel DNA, con una tale frase mi sento un tantinello preso per il culo.
Perché qui c’è gente che si fa il culo in quattro per guadagnare un millesimo del suo lauto stipendio (è un Ministro Multitasking lui, eh!), lavorando in nero e/o rischiando il culo se si decide di andare contro alcuni strani poteri occulti.
Forse il Ministro non sa che le tanto decantate vittime delle mafie, alle quali oggi pare essere tanto affezionato, non vogliono la sua pietà, ma si accontenterebbero che la giustizia facesse il suo benedetto corso.
Se fossi una vittima di una delle tante mafie, manderei volentieri il “clemente” Ministro lì… e intendo proprio lì dove non batte il sole. O forse, pensandoci bene, vittime lo siamo già un po’ tutti?
Sbattuto in Diario del capitano.
Un titolo più eloquente non lo trovavo: sono troppo incasinato con la quotidianità, col lavoro, con il cesso, con la vita sociale e combatto una personale battaglia con l’insonnia che mi porta a dormire ogni qual volta mi si presenti davanti una superficie piana. Il risultato è che il tempo dedicato al blog, ovviamente, si riduce.
Certo, c’è da dire che scrivere un post richiede un lasso di tempo compreso tra i 5 minuti e le 8 ore (a seconda del livello di sadomasochismo e feticismo semantico-grammaticale), ma ultimamente sembrerebbe che il sitarello soffra di “curiosi” errori di visualizzazione che non riesco a trovare (
), quindi ho sempre meno voglia di scrivere, tra un’uscita fuori programma ed un pisolino improvvisato alle 3 del mattino.
Poi mettiamoci che ho un computer dannatamente “multipurpose”, che utilizzo per l’hard disk recording, per il montaggio di video ed il rendering di inutili ambientazioni suburbane in 3d. Ecco, appunto… mettiamoci che ha smesso di funzionare, che la scheda audio è andata a farsi fottere più volte nell’ultimo mese e che l’impossibilità di registrare mi ha fatto balenare in testa l’idea di cortocircuitare la porta PS/2 con il MI cantino della chitarra, giusto per vedere se cambiava qualcosa.
Pazienza… ora è tornato (quasi) tutto alla normalità, quindi è inutile struggersi. Nel frattempo, sto “peccaminosamente” pensando di comprare un Mac, per usarlo come postazione per l’editing musicale. Non è che qualcuno ha qualche consiglio in merito? E per quanto riguarda gli errori di visualizzazione… chi li trova, potrebbe segnalarmeli? Magari allegando uno “scrin-sciott” ed un autografo? Grazie mille… e a presto, spero.
Sbattuto in Diario del capitano, Io tubo.
Mi sono perso il TrinacriaCamp, ma ormai è inutile parlarne. So che è andato tutto bene, a parte qualche disguido, ma l’importante è aver portato a termine le cose. Ho avuto la donna in trasferta. Lei al Lucca Comics and Games, io qui a scrivere canzoni, guardare cartoni animati, ingozzarmi di schifezze multinazionali ed oziare, evitando al contempo di toccare il blog per evitare che si trasformasse in una discarica di pensierini telegrafici. Nel frattempo, tutti i miei programmi per il fine settimana sono andati a puttane per svariate ragioni, e tra qualche ora la mia vita riprenderà a seguire il solito regime (ergo: sveglia, caffè, cesso, corri in auto, siediti sulla tua scrivania e fai il tuo sporco lavoro, baby).
Una volta, il “solito regime” era alzarmi, fare colazione, prendere l’autobus e litigare con l’autista che fingeva di non vedermi se non mi andavo ad intrufolare tra uno dei copertoni anteriori ed il nero asfalto. Il resto poi era tutto improvvisazione. Certo, le serate e i weekend andavano a puttane lo stesso, il freddo era un po’ più pungente (sai com’è… col motorino…) e i cartoni animati li guardavo tra un ripasso ed una telefonata al compagno che, succube, mi ripeteva quello che non mi andava di studiare.
Eh, si sa… gli anni passano e le persone cambiano, così come le abitudini, gli schemi… la colazione infatti s’è ridotta all’osso, l’autista di me medesimo sono io e Simpson me li vedo solo in “differita”, se non dimentico di registrarli (cioè quasi sempre).
E poi litigo ancora, la mattina… soprattutto con quelli che parcheggiano l’auto dietro la mia senza lasciarmi via d’uscita, uscendosene poi con un emblematico «ma io non avevo capito che avevi fretta».
Già… certe cose non cambiano mai.
Questo post doveva intitolarsi “tempus fugit”, ma mi sono reso conto che con le locuzioni non vado d’accordo e che non sarebbe la prima occasione in cui discuto del tempo, della disorganizzazione e della mia incredibile capacità di (dis)organizzare le mie giornate a cazzo di cane per giustificare la mia assenza sul mio trascuratissimo blog.
Meglio variegare… ed avendo in cantiere più argomenti, tiro fuori un bel frullato di roba. Buona digestione.
Coroporopollon a tutti. Ci vediamo sabato mattina.
Sbattuto in Blogosfera, Eventi, Pensieri.
Il titolo del post credo sia abbastanza eloquente, ma io vi riassumo in breve la storia.
Padoa Schioppa fa un’infelice battuta sui giovanotti italiani, definendoli bamboccioni perché a trent’anni suonati non si staccano dalle cosce di mammà. La blogosfera, me compreso, insorge e casualmente iniziano a fioccare commenti dove si parla di un Bamboccione Day reclamizzato da un sitarello. Sitarello che - notate bene - oltre a descrivere (vagamente) le motivazioni e lo scopo di questo curioso evento, permette di ordinare una magliettina al modico prezzo di 12 euro.
In due parole: un Ministro dice una cazzatella e qualcuno tenta di cavalcare l’onda della révolution per farsi qualche soldino… niente di strano, fin qui.
Il commento è arrivato anche a me e dopo aver visto il sito in questione, valutato la “qualità” della maglietta (probabilmente disegnata col paint, e pure male… ma questi son gusti) e meditato sul fatto che una manifestazione finalizzata a rumoreggiare e sudare una maglietta da spedire ad un Ministro serva a ben poco, decido di boicottare l’invito.
Finché poi non leggo quest’articolo sul Corriere della Sera e, così per caso, vado a rivedere il già citato sitarello: wow… siamo già a 28.639 adesioni?!?!?A questo punto mi torna in mente un post che scrisse Davidonzo giorni addietro (quando ad aderire erano poco più di mille persone), che ponderava sui probabili “incassi” derivati dall’iniziativa. Riporto qui il calcolo, aggiornato con l’attuale quantità di adesioni:
Ricavo lordo: 343.668 euro;
Totale della commessa: 152.359,48 euro;
Guadagno netto: 191.308,52 euri suonati.
Questo a patto che tutti i partecipanti abbiano comprato una maglietta. Sono cifre “forfettarie”, intendiamoci… quindi potrebbe esserci un più o meno vistoso margine di errore, ma credo importi poco.
Quindi, ricapitoliamo per l’ennesima volta: il Ministro dice la cazzata, la gente si infervora e, per tutta risposta, qualche migliaio di persone comprano una maglietta di 12 euro per sudarla e spedirla come regalo di Natale al Ministro spara-sentenze.
Interessante fenomeno sociale, non c’è che dire… ok… ma questa manifestazione, alla fine, a cosa cacchio serve?
Sarebbe interessante sapere dal signor Luca Degli Esposti come pensa di intrattenere e dirigere la “sua” gente, soprattutto in considerazione del fatto che le manifestazioni saranno distribuite lungo tutta la penisola. Ha dei collaboratori? E se sì, con quali argomentazioni vogliono scaldare gli animi di un branco di rumorosi bamboccioni sudaticci, dato che il “fine” reale della sua Revolución Popular - eliminando il non trascurabile aspetto economico - non è ancora chiaro?
Ma soprattutto: quanto starà fruttando questa genialata a questo giovane webdesigner?
Sbattuto in Pensieri.
L’autunno è arrivato sul serio. Se fino a pochi giorni fa, nonostante la brezza mattutina, la presenza del sole riusciva a farmi lasciare il giubotto nell’armadio, oggi le cose cambiano: il fresco, la pioggia ed il cielo perennemente grigio bastano ed avanzano per togliermi dalla testa l’idea di uscire di casa senza aver indossato almeno una felpa (o magari due… chissà).
L’autunno… la stagione delle foglie che cadono, il periodo delle caldarroste, delle prime “timide” nevicate sull’Etna, dell’Ottobrata. Autunno significa giorni che si accorciano, sole che sorge sempre più tardi, ma anche prime pseudo-influenze, mezzi raffreddori e svegliarsi di tanto in tanto con la sensazione di aver ingoiato una trebbiatrice. Ma nonostante questi ultimi “dettagli”, non rimpiango i roventi giorni che hanno caratterizzato gli ultimi mesi.
Anzi… a dire il vero, il periodo che più apprezzo durante l’anno è proprio quello a cavallo tra l’autunno e l’inverno (cioè quello che avrà inizio tra qualche settimana): sufficientemente fresco per non dover sudare dopo soli due passi e sufficientemente caldo per non dover girare con sciarpa, guanti, cappuccio e borsa con l’acqua calda nascosta sotto l’ascella.
Certo, ti tocca girare con l’ombrello a portata di mano, non puoi fumare in auto e pretendere di tenere aperto il finestrino (in realtà puoi, ma quello stronzo col fuoristrada che ti corre incontro ti farà la doccia) e devi ricordarti che camminare sotto i balconi può diventare un attentato alla tua scatola cranica… ma sono tutti “problemi” che riesci facilmente ad arginare.
E poi la sensazione di libertà che provi scrivendo questo post dal cesso, unito al tepore del notebook sulle gambe, non ha eguali. Ah, l’autunno… ![]()
Sbattuto in Notizie, Scritti e riscritti.
Questa storiella me l’hanno raccontata i giornali: lui (non quello nella foto, eh) è un sardo che fa il cameriere in Germania. Tiene segregata la fidanzata lituana, seviziandola, picchiandola e violentandola, finché poi non viene denunciato. L’altro invece è il giudice, tedeschissimo, che gli infligge una pena di sei anni per un reato disgustoso.
Soltanto sei anni? In Germania?!?! Già… perché il giudice gli ha riconosciuto, come attenuante, il fatto di essere sardo. Inizialmente pensavo ad un errore di stampa, ad uno scherzo, che in realtà si parlasse dell’ennesima sentenza “all’italiana” o che si fossero dimenticati una cifra accanto a quel 6. Poi però ho capito di non aver capito.
A questo punto, potremmo anche aspettarci che uno scippatore in Australia ottenga uno sconto perché napoletano, o che la stessa cosa accada ad un siciliano che, in Giappone, estorce soldi al negoziante sotto casa… oppure ancora ad un calabrese che organizza una sparatoria in un quartiere rivale nel South Bronx… o no? Potrei andare avanti per ore: non ci vuole nulla ad inventarsi luoghi comuni e cliché che non esistono. E tengo a sottolineare che parlo di luoghi comuni e non di opinioni personali.
Ma il fatto che questo ragazzo abbia ottenuto uno sconto di pena perché sardo e perché “il quadro del ruolo dell’uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante” è sintomo di una grave “amplificazione”, fuori dai confini nazionali, dei cliché di cui ho parlato poche righe fa.
Amplificazione che poi ha portato allo sconto di pena, appunto… come a dire “cerchiamo di capirlo… sappiamo come vanno le cose lì in Italia“.
Che bell’impressione hanno dell’Italia e delle varie realtà locali…
Sbattuto in Diario del capitano, Donne, Io tubo.
Rapidamente, che c’ho sonno…
Ok… togliamo la storia del cane randagio e della ragazza “multitasking”… adesso chi mi toglie dalla testa l’immagine di quel “qualcosa” che voleva lontanamente somigliare ad un culo?
Sbattuto in Farneticazioni, Io tubo, Politica.
Lo ammetto: anche io sono un bamboccione capriccioso. Tra l’altro, sono pure un terrone, il che fa di me l’emblema di cosa non essere a venticinque anni.
Ma da oggi, amici miei, io cambio registro! E se me lo intima un Ministro, posso e devo farlo.
Incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi. È un’idea importante.
Certo che è un’idea importante, signor Ministro. Ma non sarebbe più importante garantire in primis l’autonomia economica, prima dell’affrancamento dalla sottana di mamma? Non sarebbe più importante che chiunque chieda un mutuo, piuttosto che sentirsi sbuffare in faccia o vedersi chiesto se preferisce la vasellina o l’olio di ricino, lo ottenga a condizioni umane?
E non sarebbe ancora più importante poi incentivare l’imprenditoria, soprattutto qui a terronia? Oppure investire quei famosi 98 miliardi di euro evasi (che sono soldi già persi ma senza i quali abbiamo comunque campato) in previdenza, infrastrutture e trasporti? Oppure ancora, non potreste mandare i militari quaggiù a vigilare nelle zone a rischio della nostra dimenticatissima Sicilia, piuttosto che mandare persone a morire all’estero ed avere, contemporaneamente, imprenditori che rischiano grosso per non pagare il pizzo? No, eh?
Che poi, qualcuno mi spieghi una cosa: le bollette aumentano, il pane aumenta, la benzina aumenta, la carta igienica aumenta… come faccio a pagarmi tutta questa roba, oltre all’affitto?