Lo ammetto: anche io sono un bamboccione capriccioso. Tra l’altro, sono pure un terrone, il che fa di me l’emblema di cosa non essere a venticinque anni.
Ma da oggi, amici miei, io cambio registro! E se me lo intima un Ministro, posso e devo farlo.

Incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi. È un’idea importante.

Certo che è un’idea importante, signor Ministro. Ma non sarebbe più importante garantire in primis l’autonomia economica, prima dell’affrancamento dalla sottana di mamma? Non sarebbe più importante che chiunque chieda un mutuo, piuttosto che sentirsi sbuffare in faccia o vedersi chiesto se preferisce la vasellina o l’olio di ricino, lo ottenga a condizioni umane?

E non sarebbe ancora più importante poi incentivare l’imprenditoria, soprattutto qui a terronia? Oppure investire quei famosi 98 miliardi di euro evasi (che sono soldi già persi ma senza i quali abbiamo comunque campato) in previdenza, infrastrutture e trasporti? Oppure ancora, non potreste mandare i militari quaggiù a vigilare nelle zone a rischio della nostra dimenticatissima Sicilia, piuttosto che mandare persone a morire all’estero ed avere, contemporaneamente, imprenditori che rischiano grosso per non pagare il pizzo? No, eh?

Che poi, qualcuno mi spieghi una cosa: le bollette aumentano, il pane aumenta, la benzina aumenta, la carta igienica aumenta… come faccio a pagarmi tutta questa roba, oltre all’affitto?

7 commenti ricevuti:

Sor Tino

Venerdì 5 Ottobre 2007

Bella domanda. Dovreste essere in due a lavorare.

Punti di vista | Sara Taricani (Pingback)

Venerdì 5 Ottobre 2007

[…] caro mbare/amic Federico ha scritto un post memorabile, di cui sottoscrivo ogni riga, sulla recente battuta del ministro Padoa […]

Fedro

Domenica 7 Ottobre 2007

@sortino:
…o in tre… non sono molto ottimista. e forse per questo preferisco fare il bamboccione.

Democrazia Giovanile

Domenica 7 Ottobre 2007

Il Ministro Padoa-Schioppa non sembra avere le idee troppo chiare. Anche ora che ha parzialmente rettificato le sue infelici dichiarazioni: la colpa in realtà sarebbe - così si è corretto - della generazione dei sessantottini, in quanto troppo "permissivi" nei confronti dei figli.

In realtà, è certamente vero che la "colpa" della situazione tragica in cui versano oggi i giovani è proprio di quella generazione (in realtà, si tratta di coloro che sono nati orientativamente tra il 1935 e il 1950), ma non certo perché troppo "permissivi", quanto piuttosto perché si è trattato (con le dovute ovvie eccezioni, che confermano la regola) di una generazione di parassiti che ha "rubato" il futuro dei propri figli attraverso un uso spregiudicato del debito pubblico negli anni ‘70 e ‘80. Il ricorso al debito pubblico ha generato una ingente ricchezza privata delle famiglia, cui corrisponde una desolante povertà pubblica, e nel frattempo questo enorme debito pubblico pesa *tutto* sulle spalle delle generazioni più giovani.

In altre parole, la società è stata letteralmente "spolpata" da questa generazione di parassiti (oggi saldamente al potere, sia dal punto di vista economico che politico), e proprio come conseguenza di ciò oggi ai giovani (i "bamboccioni") vengono negati tutti quei fondamentali diritti (lavoro stabile, pensione dignitosa, casa) proprio nella misura in cui è necessario preservare i corrispondenti diritti (lavoro parassitario e intoccabile, pensioni generosissime in rapporto a quanto versato, reddito da affitto da seconda casa, ecc.) usurpati (pardon: "acquisiti") dalla generazione precedente.

Da tutto questo deriva, evidentemente, che gli aiuti intrafamiliari-intergenerazionali che le famiglie danno ai figli (inclusa - a maggior ragione, e quale minimum - la possibilità di restare a casa fino a 30 anni, e oltre) non solo non può essere considerata in alcun modo una "graziosa concessione", ma viceversa deve essere considerata come un obbligo "morale" (che peraltro sarebbe opportuno potesse trasformarsi presto in un vero e proprio obbligo giuridico).

Si tratta infatti, in altri termini, della semplice *restituzione*, a livello micro (familiare), di una quota *minima* di quanto sottratto a livello macro (strutturale) nel passato (-> debito pubblico) e nel presente (-> lavoro precario *solo per i giovani*, riforma delle pensioni *solo per i giovani*, mercato della casa caratterizzato da prezzi esorbitanti *solo per i giovani*, giacché la "generazione dei parassiti" la casa - e spesso anche la seconda casa - l’ha comprata in modo relativamente facile: come è noto, l’80% delle famiglie è proprietaria della casa in cui abitano).

Forse la lettura di questo "manifesto" (elaborato nel 2005, quando si parlava pochissimo del "problema giovani") potrebbe essere di aiuto al signor ministro, che - non ha caso - è nato nel 1940, e per il quale la realtà attuale sembra non essere perfettamente intellegibile:

Manifesto di Democrazia Giovanile
<a href="http://www.democraziagiovanile.it/">www.democraziagiovanile.it</a>

canedaguardia

Lunedì 8 Ottobre 2007

è anche vero che in paesi come la polonia ( un medico li prende 300$) i ragazzi vanno fuori di casa molto presto e non perche i genitori li caccino via!

In fondo a noi non dispiace stare con mamma e paà!!! un prof a Firenze finite le lezioni diceva : finalmente oggi vado da mamma son 2 giorni che non la vedo!!!

Silvia

Martedì 9 Ottobre 2007

C’è già un sito su cui si può ordinare la maglietta con scritto "Sono un bamboccione", è su: http://www.cellulotto.org ed in più, invita tutti a partecipare al Bamboccione Day il 1° Dicembre 2007 !!!

Bamboccione day: tanto rumore per cosa? @ Fuoritema.net (Pingback)

Mercoledì 17 Ottobre 2007

[…] commento è arrivato anche a me e dopo aver visto il sito in questione, valutato la “qualità” della maglietta […]

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