Non so voi…

…ma per me questo 2008 è partito all’insegna dello scazzo. Stavo pure dimenticando di rinnovare l’hosting, il che non è poco, dato che ho ricevuto qualcosa come 49.152 avvisi via email.

Boh… vedremo.

Ultimi pensieri sul 2007

Beh, siamo quasi al termine. Tra poche ore, mentre sarò talmente stordito da dimenticarmi di fare gli auguri ai presenti, il 2007 sarà terminato.

Dell’anno che sta volgendo al termine ricorderò tante cose: alcune belle ed altre un po’ meno simpatiche, ovviamente.
Ho impiegato molto del mio tempo percorrendo una strada in salita, ma ogni tanto è arrivata anche qualche discesa; ho sbattuto la faccia su qualche porta e raggiunto tanti obiettivi; ho imparato tanto, e tanto altro invece ho deciso di dimenticarlo proprio.

In ricordo della sbronza del precedente capodanno… :)

Per il 2008, invece, spero solo di avere un po’ più di serenità (e una mezz’oretta in più per dormire, la notte). Non chiedo troppo: mi accontento di non avere la febbre per la vigilia del 2009, al contrario di oggi. :|

Buon anno a tutti voi: che il 2008 possa essere un anno migliore anche per voi… o anche una rivincita, chissà. ;)

Auguri.

Buon Natale à tout le monTe

Vorrei capire perché ogni anno mi devo sempre ridurre all’ultimo, col rischio di dimenticarmi di fare qualche regalo… ah, scusate… quello è il testo del prossimo post! :D

Beh, nonostante sia reduce da tre giorni di centri commerciali, conditi di allettanti offerte, Babbe Natale pattinanti ed ore in fila per trovare un posto per la macchina, non potevo dimenticarmi di fare i miei più sinceri auguri di buon Natale a tutti i malcapitati che vagano tra queste pagine.
Per un giorno, dimentichiamo tutto: tutti i rancori, gli screzi ed i cattivi pensieri. Godiamoci un giorno di serenità, in pace col mondo e con noi stessi.

E non seguite il consiglio di chi vi dice di non abbondare coi panettoni: tanto sappiamo tutti come andrà a finire! ;)

Violenza e videogiochi

Leggendo quest’articolo, di parole ne rimangono ben poche. Ed effettivamente, la notizia di due ragazzi che picchiano a morte una bambina, lascia poco spazio ai commenti.

Io non credo più di tanto all’equazione “videogames violenti fanno giocatori violenti”: le ragioni dietro quest’orrore, semmai, andrebbero ricercate altrove.
Parecchi casi di cronaca, invece, vengono semplificati grazie alla presenza di alcuni dettagli comuni: in questo caso è stato il videogioco violento, in altri casi c’è andata di mezzo la musica. E la tv? E i film? Anche loro, nella gran parte dei casi, propongono trame, modelli, atteggiamenti e stili di vita decisamente poco esemplari, eppure raramente li vedo citare come probabile fattore scatenante.
Il troppo semplificare, dà una visione distorta della realtà, perché tanta violenza non può essere semplicemente provenire dallo stare incollati davanti ad uno schermo o dall’ascoltare troppe accozzaglie di accordi. Sarebbe troppo facile trarre conclusioni in questo modo.
Titolare un articolo “Uccide la sorella come nel videogame” o tacciare “Mortal Kombat” come campo di addestramento virtuale per i violenti, mi pare un’esagerazione. Lasciamo queste conclusioni agli esperti.

Sia come sia, davanti ad una realtà come questa, qualsiasi considerazione conta meno di nulla: a prescindere dalla “scintilla” che l’ha originata, la violenza di due adolescenti si è riversata, in maniera folle ed inaudita, contro una povera bambina di sette anni. E questa, purtroppo, è la sola cosa che conta.

«Qualche sera dopo - ha poi aggiunto il vicino - ho visto Zoe in bicicletta da sola verso le nove. Quando le ho chiesto cosa facesse si è messa a piangere e mi ha detto che non voleva andare a casa»

Tristezza. I bambini dovrebbero soltanto giocare e la casa dovrebbe essere un rifugio, non una “punizione”.

Quanti tag riesci ad elencare?

Tramite Terronista (che magari mi sblocca il commento, quando e se nota il trackback :D ) ho trovato questo test: in pratica bisogna elencare quanti più tag html entro 5 minuti. Io ho totalizzato 57 punti, dimenticando 34 tag.

Voi a quanto arrivate?

P.s. non so voi, ma io Akismet inizio proprio a non reggerlo… il 90% dei commenti che scrivo, mi vengono bloccati.

E che è successo?

Semplicemente nulla: ho messo il tema grafico di default, perché m’ero stancato (vistosi rallentamenti e svariati problemi dopo alcune urgenti modifiche). In attesa di un nuovo “aborto grafico”, lascio così il blog. Spero di finire il nuovo tema grafico entro pochi giorni, pur essendo conscio che, solitamente, i miei piani hanno l’abitudine di andarsene sulla Catania-Gela.

Vedremo… :)

Simpatici scambi di opinioni

Lo sciopero dei camionisti mi ha fatto percorrere i classici 50+ km quotidiani ad una lentezza assurda. Tra una sosta e l’altra, mentre evitavo di rimbalzare contro qualche fuoristrada che correva lungo la corsia di emergenza, devo anche essermi addormentato più volte… ma fortunatamente non ho modo di ricordarmene con esattezza.

La sola cosa che però ricorderò di questa lenta e trafficata giornata, è la simpatica discussione avuta con un benzinaio. Io non sono il classico personaggio che crea discussioni inutili, ma quello che non reggo davvero è la prepotenza ed il voltare le spalle, perfino davanti all’evidenza dei fatti.
Traduzione: volevo messa benzina, dato che avevo colto il “presunto” moglie in flagranza di erogazione e pagamento, ma in cambio ho ricevuto omertà ed una serie di eloquenti «boh», nonostante il mio continuo sottolineare che “il moglie” sopracitato era appena stato rifornito.

Boh… forse avrei dovuto prendere l’erogatore e servirmi da solo? Magari sono io lo stolto… :|

Se non avete capito la storiella del “moglie”, passate il mouse sopra la parola e, magicamente, capirete.

Ma non era “bacio, carezza o schiaffo”?

 Onestamente, “dire, fare, baciare, lettera e testamento” non l’avevo mai sentito nominare, prima di oggi.
Ricordo che ai miei tempi c’erano il “gioco della bottiglia“, “obbligo o verità” ed il “gioco della spazzola“, con relative penitenze… e le penitenze - era chiaro e si sapeva già - non potevano che essere il pretesto per baciare la compagnetta/amichetta che tanto ti piaceva oppure per umiliare il povero malcapitato di turno, con obblighi tanto bizarri quanto divertenti (ricordo di un compagno che è stato costretto a scendere per strada per fare il verso del gallo).

E ora l’adolescenza 1.0 diventa maluchiffàri 2.0, con questo meme gentilmente passatomi da Luca… vediamo un po’ cosa tiro fuori io:

Dire

Di cose da dire, ne avrei tante… solitamente preferisco farlo a voce, ma faccio un’eccezione. Vorrei dire ad un amico che il tempo impiegato e la perseveranza gli torneranno indietro come soddisfazioni, un giorno.

Fare

  1. Riprendere a suonare con costanza: non sono più in grado di tenere in mano una chitarra senza bestemmiare prima, dopo e durante i miei inutili tentativi di tirar fuori qualcosa di intonato;
  2. Comprare un Mac (sì… sto per entrare anch’io nel tunnel);
  3. Decidermi a passare un weekend fuori, per scaricare un po’ di tensione… ho capito che aspettare le ferie è controproducente e che funziona meglio “distribuire”, ad intervalli più o meno regolari, le fughe dalla realtà;
  4. Dormire più di due ore a notte, durante la settimana… ché poi il sabato e la domenica dimentico cosa sia il sole.

Baciare

Che domanda difficile! Beh, con tutte le Sylvia Saint che mi circondano, ho proprio l’imbarazzo della sciolta scelta. Ora, prima che la mia ragazza legga e venga a cercarmi con un Taser, con l’intenzione di carezzarmi il cranio con quest’ultimo (amò… il bacio era per te… no… scherzavo… ti prego… noooooooo… bzzzz), finisco il resto del meme e corro via.

Lettera

La doppiavvù? Non ne ho idea, sinceramente…

Testamento

Io sottoscritto, Fedro, nelle piene facoltà di intendere, volere e fumare, dispongo che questo meme proliferi tra le pagine di Sara, Tommy, Maxime, Gioxx e Zicky.

Grazioso, eh?

La Repubblica delle banane

 Siamo alla frutta: si sa che il malacarne medio fa quello che cacchio vuole, qui da noi. E si sa anche che se proprio deve delinquere, lo fa in grande. E il risultato qual è? In un paese civile, probabilmente, il “risultatoconsisterebbe in qualche anno di carcere, durante il quale il criminale ha modo di riflettere su quanto fatto, di espiare la propria colpa e - perché no? - di dividere una cella con l’uomo della sua vita.

Ok, io ci scherzo sopra, sebbene ci sia ben poco da ridere. Soprattutto se consideriamo che il risultato, qui in Italia, è che mentre passa gli arresti domiciliari in un residence, diventa pure testimonial per una linea di orologi, profumi, jeans e preservativi extralarge. E cacchio… siamo o non siamo in Italia?

Spero solo di non dovermi mai trovare nella stessa posizione in cui si trovano i parenti delle vittime di questo individuo… sei anni per quattro omicidi: “prendi quattro e forse paghi un quarto“. C’è da rabbrividire.

P.s. sì, lo so: di preservativi extralarge non se ne fa menzione, nell’articolo che ho linkato… è che quelli vanno regalati agli acquirenti, perché possano indossarli come copricapo.

Il telefono delle meraviglie

 Decine - ma che dico? - centinaia di blogger scrivono del bizarro concorso di TheAppleLounge, che promette di far vincere il tanto ambito iPhone, il sogno dei patiti della telefonia mobile.

Pensate che ci sono talmente richieste all’articolo che il blog, il più delle volte, risulta perfino irraggiungibile. Le cose quindi sono due: o i gestori cambiano hosting o assisteremo ad un’impennata di attacchi cardiaci nella blogosfera, dato che qualcuno potrebbe perfino disperarsi nel non vedere la propria partecipazione al contest.

Sulla scia del successo ottenuto in pochi mesi di vita, la nostra redazione ha deciso di premiare con un iPhone i lettori che con i loro siti e i loro blog in questo brevissimo lasso di tempo ci hanno supportato.

The Apple Lounge mette in palio l’ambitissimo gadget dell’anno, l’iPhone della Apple, fra tutti quelli che si iscriveranno a questo contest sul nostro sito.

Per tutti quelli che non sanno aspettare, per tutti quelli che non hanno né voglia né possibilità di recarsi all’estero per comprarlo. Ci pensiamo noi.

La nostra è un operazione di marketing aggressiva, ce ne rendiamo conto. Regalare un dispositivo costoso come l’iPhone tra l’altro ancora non distribuito in Italia, è una cosa destinata a far rumore, in tutti i sensi. Ma come per il quotidiano che regala il libro o distribuisce un gadget, pensiamo che sia la qualità della testata a fare la differenza.
Il nostro blog non ha pubblicità né sponsor, quindi la nostra iniziativa è solo diretta a far conoscere il nostro contenitore sul mondo Apple, sicuri del lavoro professionale svolto quotidianamente dal nostro staff.

Eh già: è proprio una cosa destinata a far rumore, soprattutto se finisce in mani mie…

Gnam gnam… ho già un languorino…